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Le problematiche da affrontare quando si parla di qualità  e i fattori di successo

Quando si parla di qualità  è opportuno distinguere tre aspetti: la filosofia complessiva della qualità , TQM, le modalità  per realizzare forme di esame della qualità , i riferimenti normativi per la certificazione della qualità  (A. Calvani, M. Rotta, 2001).

Mentre la filosofia del TQM può anche agire da stimolo sulle organizzazioni per una migliore esplicitazione degli intendimenti, delle procedure e delle valutazioni, non possono essere sottovalutati i rischi connessi ad una frenesia "certificatoria , che sembra ormai propria del settore, a cui si accompagna il proliferare di agenzie e istituzioni specializzate nell'accreditamento, basate spesso sull'illusorio presupposto che possa esistere una metodologia esaustiva tecnicamente capace di misurazioni univoche e obiettive.

La valutazione della qualità  di un processo di formazione assume per definizione un carattere muliprospettico, per la sua natura intrinsecamente multidimensionale; le difficoltà  nella valutazione della qualità  sono di tre tipi:

  • La soddisfazione del cliente più direttamente interessato (il corsista), può non essere del tutto concordante con forme più oggettive di valutazione degli apprendimenti.
  • I clienti a cui la formazione si rivolge possono essere diversi (istituzioni, amministratori, aziende), e quindi richiedere altri criteri di riferimento.
  • Gli stessi obiettivi da valutare possono rimanere in parte non definibili.

Nell'istruzione a distanza, essendo l'educatore separato dall'allievo, il successo dell'intera operazione dipende, ancor più incidentalmente, da fattori come la qualità  del materiale d'informazione, il sistema di monitoraggio e la valutazione formativa.

Il modello proposto da M. Rotta e A. Calvani per la valutazione della qualità  di un processo di formazione online si articola sui tre piani strutturati gerarchicamente della formazione nel suo complesso.
Le componenti che possono essenzialmente caratterizzare le designazioni di criteri di qualità  per ogni processo formativo possono essere schematizzate nella dimensione di principi strutturali, dinamici o processuali e di risultanza o valutazione. Prima che l'attività  formativa abbia luogo occorre che tutti gli elementi siano stati adeguatamente predisposti, compresa la prefigurazione delle azioni di monitoraggio e di valutazione: affrontare in modo adeguato la parte strutturale (progettuale e implementativa) significa aver già  posto buone condizioni per un esito positivo; gran parte dei problemi infatti si risolvono a tavolino, attraverso un accurato lavoro previsionale. Le ultime due dimensioni possono invece subire maggiori evoluzioni ed essere corrette in itinere.

FATTORI GENERALI
Struttura 

  • Leadership: riguarda il comportamento e l'atteggiamento del gruppo dirigente nell'ispirare, guidare e sostenere il processo di introduzione e di applicazione della Qualità  Totale; compartecipazione dello staff alle decisioni organizzative; consapevolezza di ogni attore di essere parte dell'organismo; disponibilità  ad un'opera di revisione costante e continua.
  • Risorsa umana: presenza adeguata dei tutor, facilitatori, assistenti tecnici di rete; rapporto tra numero dei corsisti e tutor; flessibilità  nel ricambio dei tutor; qualificazione dei tutor.
  • Adeguatezza tecnica: adeguatezza dell'infrastruttura tecnologica alla tipologia dei contenuti, delle finalità  didattiche e delle interazioni richieste; supporto tecnico al corso; stima del monitoraggio.
  • Chiarezza della struttura organizzativa: chiarezza dell'organizzazione interna (in unità , fasi); aderenza dei contenuti alla qualità  di dominio; pertinenza tipologia obiettivi da acquisire con prove ed esperienze proposte; connotazione chiara dei momenti d'ingresso e di completamento delle fasi ed esperienze; chiarezza dei compiti da svolgere.
  • Efficacia modello didattico: articolazione, fasi di problematizzazione con tempi di discussione, supporto; preparazione preliminare rispetto ai momenti didattici; varietà  delle esperienze fornite, raccordo con esperienze individuali, simulazioni, interazioni, etc.
  • Professionalizzazione: definizione univoca della tipologia di finalità  e competenza che fanno parte del profilo professionale; valutazione di tali finalità  e riconoscimento all'interno della comunità  di esperti; presenza di prove ed esercizi autogestiti accanto a prove aperte, più complesse, valutate e discusse con il tutor e gli altri soggetti; qualità  di contatti e interrelazioni con più esperti del settore.
  • Attenzione al "cliente : libertà  nei tempi di lavoro; esplicitazione degli obiettivi agli utenti; accoglienza; gestione della segreteria, facilità  di contatto; gestione reclami; presentazione nella classe.


Processo

  • Integrazione: interazione e integrazione tra segreteria, gestione e tutorship; ottimizzazione delle risorse interne; eliminazione sprechi e ridondanze.
  • Autoregolazione: monitoraggio in tempo reale delle interazioni; tempestività  di risposta per problemi tecnici; capacità  di rettifica del processo di gestione in base al feedback ricevuto.
  • Valutazione e supporto in itinere: presenza di incoraggiamento e orientamento emotivo (scaffolding); valutazione del corsista sul proprio apprendimento; valutazioni di eventuali difficoltà  tecniche del corsista; elaborazione (riflessione) sull'interazioni; supporto e presenza istituzionale.


Valutazione

  • Valutazione dei partecipanti: soddisfazione dei partecipanti al corso; valutazione del tutorship e sul corso.
  • Valutazione conoscenze apprese.
  • Valutazione sul trasferimento delle conoscenze in altri contesti.
  • Valutazione della ricaduta sulla comunità  ed eventuali risultati successivi.
  • Confronto fra costi e ricavi.


FATTORI SPECIFICI DELLA FAD

  • Qualità  dei contenuti d'istruzione: struttura delle informazioni e loro accesso (semplicità  di linguaggio, strutturazione per schede e accesso gerarchico, distinzione tra livelli di informazione, modularità , espansibilità  delle informazioni, dislocabilità  dell'apprendimento).
  • Qualità  del monitoraggio: raccolta dati e documentazione; rapidità  delle interazioni; visibilità ; efficienza del sistema di elaborazione dati; decisività  in tempo reale.
  • Valutazione formativa: frequenza consegne e interazioni allievo-tutor; qualità  a livello cognitivo, metacognitivo, affettivo e sociale del feedback inviato al tutor.

FATTORI SPECIFICI DELL'E-LEARNING

  • Accessibilità  dell'interfaccia: accessibilità  tecnica, facilità  ed ergonomia d'uso; adattabilità  della piattaforma tecnologica ad eventuali esigenze del soggetto.
  • Personalizzazione:
    1.  interazione con il percorso formativo:  partecipazione del soggetto alla scelta del percorso didattico e delle finalità  d'apprendimento; frequenza del feedback e valutazione formativa (almeno settimanale); negoziazione e valutazione personale dello stato di apprendimento con il tutor (almeno mensile).
    2.  interazione con il contenuto: apertura e interattività  con i materiali didattici; espansione ulteriore del materiale di studio; produzione ed arricchimento del materiale da parte dei corsisti; partecipazione alla definizione degli approfondimenti didattici.
  • Scaffolding relazionale:
    1.  interazione verticale: guida, supporto istruttivo. Qualità -quantità  interazioni allievo-tutor; contatti con istituzione erogante; feedback con esperti del settore; mantenimento di una comunità  di dialogo anche al termine del corso.
    2.  interazione orizzontale: grado di condivisione e  collaborazione fra pari; costruzione di dialogo sociale e senso di appartenenza; coinvolgimento dei gruppi d'interesse; contatti con altri studenti.

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Tesi di Laurea:
"E-Learning: metodi, modelli e ambienti per l'apprendimento a distanza nella Società dell'Informazione"

di Maria Elisabetta Cigognini
eli.cigognini@fastwebnet.it

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- Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM -
- Milano Facoltà di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo -
- Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione -
- Giugno 2003-
- Facoltà di Ingegneria -
- Marzo 2003 -