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Schemi frodatori con utilizzo della carta fisicamente assente (card-not-present fraud)

Quattro tipologie di frode sono riconducibili alla macro-categoria “card-not-present fraud”:

  • la sottrazione fisica della carta con il successivo riutilizzo dei dati in internet;
  • il furto d’identità;
  • il c.d. “carding” matematico;
  • il c.d.  “ship to address fraud”.

La sottrazione fisica della carta e successivo riutilizzo dei dati in internet, è il modo più semplice per compiere una frode con carta di credito: ciò in quanto gli unici dati che viaggiano in rete riguardano la carta di credito e dunque di solito è difficile assicurarsi dell’effettiva identità del possessore della carta.

Il furto d’identità si realizza “mediante l’appropriazione ed il successivo riutilizzo non autorizzato dei dati personali della vittima. La carta non viene sottratta o rubata per così dire fisicamente; il truffatore si impossessa solo dei dati in essa contenuti per assumere l’identità del suo titolare”75

La sottrazione dei dati impressi sulla carta può avvenire attraverso tecniche diverse ed il fenomeno è in continua crescita, perché riduce il rischio di essere scoperti grazie al mancato ricorso al furto fisico del supporto.

La sua incidenza negli USA negli ultimi tempi è stata tale da determinare un intervento normativo federale: l’Identity Theft and Assumption Deterrent Act, mentre in Italia tale fattispecie non costituisce un illecito penale autonomo, sebbene possa facilmente ricondursi al delitto di frode di cui all’art.640 c.p. o alla frode informatica (art. 640-ter c.p.).

Sebbene non esista ancora una definizione univoca internazionalmente accettata di furto d’identità, il National Fraud Center (NFC) ha elaborato talune linee-guida per fornirne una tipizzazione:

  1. Non vi sono sostanziali differenze rispetto ad altre tipologie di frode commesse da professionisti (ad esempio,  frodi con carte di credito, ma anche frodi bancarie ed assicurative);
  2. la crescita di tale fenomeno è connessa allo sviluppo degli strumenti tecnologici che impediscono il contatto diretto fra gli operatori; la sua diffusione può minare alla base il rapporto fiduciario intercorrente fra consumatore e fornitore;
  3. il reato sta sempre più assumendo carattere transnazionale a causa della sua diffusione in Internet, con gravi ripercussioni sulla possibilità di repressione nei vari Stati.

Lo stesso NFC ha provato a tracciare sulla base dei dati raccolti una specie di identikit di chi commette furto d’identità, riconducibile essenzialmente ad una delle seguenti alternative:

  • il frodatore che conosce la vittima (il 50% dei furti è commesso da un familiare);
  • il frodatore che diventa tale quasi per caso;
  • il professionista che esercita questa attività criminosa in modo abituale per se stesso o in favore di gruppi criminali.

Sempre l’NFC ha elencato le seguenti fonti di approvvigionamento dati: sottrazione fisica di carte, sottrazione della posta (lettere provenienti da banche, istituti assicurativi); il notificare preliminarmente un cambio di indirizzo ad insaputa del legittimo titolare, l’invitare la banca della vittima a inviare i nuovi estratti conto all’indirizzo del truffatore (od a uno di comodo); il rovistare nella spazzatura delle aziende o dei privati (dumpster diving o trashing); lo spacciarsi per una pubblica autorità estorcendo tutte le informazioni desiderate dalla stessa vittima.

Il c.d. “carding matematico” è “la produzione di numeri di carte di credito verosimili, attraverso programmi che utilizzano particolari algoritmi, capaci di riprodurre la numerazione usata dalle principali società emittenti di carte di credito”76.

La “ship to address fraud” (letteralmente, “spedisci ad un indirizzo”) è molto frequente nelle vendite a distanza: il frodatore comunica al fornitore i dati della vittima, indicando di fatturare a carico del legittimo titolare l’ordine effettuato e di inviare la merce presso un indirizzo di comodo. In tal modo vengono ingannate entrambe le parti della trattativa formale: consumatore e fornitore, che, di fatto, non si sono mai “incontrati”!



75T.Malagò. M.Mignone, op.cit.,
76ult. op. it,


Tesi di laurea in dirtitto penale commerciale:
“La rilevanza penale del commercio on line”

di Nicolò Antonio Piave


- Università degli Studi di Cassino -
- Facoltà di Economia -
- Corso di laurea in Economia e Commercio -
- Anno Accademico 2003/2004 -